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27/04/2016

Se non è guerra fredda questa...

Gli Usa starebbero preparando una provocazione contro la Russia da mettere in atto durante le prossime manovre Nato in Polonia. Questo il senso di una notizia pubblicata dal britannico The Independent, secondo cui il nuovo comandante in capo delle delle forze Nato in Europa, il generale yankee Curtis Scaparrotti vorrebbe “ripagare con la stessa moneta l’incidente delle settimane scorse con il cacciatorpediniere Donald Cook” che, incrociando in prossimità delle coste russe nel mar Baltico, con un elicottero polacco sul ponte di volo, era stato sorvolato a 30 metri d’altezza da un Su-24, peraltro privo di armamento, fotocopiando la scena di due anni prima, nelle acque del mar Nero, con lo stesso caccia lanciamissili Donald Cook.

Qualche giorno più tardi, gli USA si erano dichiarati “indignati” perché un loro aereo-spia RC-135 era stato affiancato “pericolosamente” da un SU-27 russo che gli aveva impartito, per ammissione della CNN, “lezioni di alto pilotaggio”, eseguendo un perfetto tonneau. Nell’occasione, il presidente della Commissione esteri della Duma, Aleksej Puškov aveva ironicamente notato come “mentre l’aereo-spia USA, tranquillamente e in maniera non aggressiva, ci stava spiando sul mar Baltico, il caccia SU-27 gli ha effettuato vicino una serie di “pericolose manovre”. Gli USA sono indignati”. “La Nato potrebbe dimostrare”, scrive ancora The Independent, “quanto siano serie le proprie intenzioni, durante le manovre estive in Polonia, cui prenderanno parte 25mila soldati, la qual cosa non farebbe che gettare olio sul fuoco delle paranoie russe”. Il giornale ripropone l’esempio delle manovre Nato del 1983 “Able Archer”, che costituirono “uno dei momenti più pericolosi nella storia della guerra fredda, allorquando il Cremlino pose le truppe in stato di massima allerta, nel timore che le manovre Nato potessero costituire il pretesto per un attacco nucleare su larga scala all’Unione Sovietica”.

In attesa dell’estate, intanto, scrive l’agenzia Novorosinform, il Congresso USA ha varato “l’occupazione dell’Europa, con l’aumento delle truppe USA e la sponsorizzazione dell’Ucraina”. In vista dell’approvazione del bilancio 2017 per il Pentagono, l’amministrazione Obama chiede lo stanziamento di 3,4 miliardi di $ (su 582,7 miliardi di $ totali del bilancio della difesa) da destinare al “rafforzamento della sicurezza europea, alla luce delle sempre più aggressive azioni russe”. E’ previsto il dislocamento permanente – non più a rotazione – di una terza brigata corazzata da destinare in vari paesi dell’Europa orientale, oltre allo stanziamento di 150 milioni di $ per l’Ucraina, a favore della quale lo stesso Scaparrotti avrebbe chiesto la fornitura di armi letali, principalmente razzi controcarro FGM-148 “Javelin”. E’ un fatto, che dal 1991, secondo dati del Ministero della difesa russo, la presenza di uomini e mezzi di terra Nato in Europa orientale, in particolare Paesi baltici, Polonia, Bulgaria e Romania, sia aumentata di 13 volte e 8 volte quella di mezzi aerei.

A questo proposito, Pravda.ru scrive che gli USA hanno inviato dalla Gran Bretagna in Romania altri due caccia multifunzione F-22 “Raptor” e un aereo cisterna KS-135, per il “rafforzamento del fianco orientale della Nato”, nell’ambito delle manovre “Atlantic Resolve”. L’estate scorsa il parlamento di Bucarest aveva approvato il dislocamento del sistema di difesa antimissilistica Nato sul proprio territorio e, in autunno, vascelli della VI flotta USA avevano preso parte a esercitazioni congiunte con naviglio rumeno nel mar Nero, per la scoperta e l’eliminazione di “minacce subacquee”, durante le quali il cacciatorpediniere USA Ross si era spinto fino alle acque territoriali russe al largo della Crimea. Il Ross era entrato ancora una volta nel mar Nero nel dicembre scorso, scortato dal cosiddetto “primo gruppo navale di allerta permanente” della Nato, le tre fregate lanciamissili Francisco de Almeida portoghese, Blas de Lezo spagnola e Winnipeg canadese.

Ma, secondo la rivista militare statunitense National Interest, nonostante i miliardi di dollari spesi da Washington in armamento nucleare e difesa antimissilistica, le corrispondenti armi russe superano di gran lunga quelle USA. Questo, pur nel quadro dello “Start III” per la limitazione delle armi offensive strategiche, che prevede la riduzione a 1.550 delle testate nucleari, a 700 i missili balistici intercontinentali dispiegati e i bombardieri strategici. Secondo il Dipartimento di stato, le parti sarebbero vicine al raggiungimento delle quote previste: 741 mezzi per il lancio di 1.481 testate da parte USA e, rispettivamente, 521 e 1.735 da parte russa.

I missili balistici intercontinentali USA con base a terra sono del tipo LGM-30G, ognuno dei quali monta una testata (ne può portare fino a tre) da 300 kilotoni; realizzati nel 1978 e più volte ammodernati, dovrebbero restare in servizio fino al 2030. Gli USA pianificherebbero di investire negli armamenti nucleari circa 350 miliardi di dollari entro il 2024. Mosca dispone di un largo spettro di missili intercontinentali RS-24, dislocati sia in silos, sia su mezzi mobili; si prevede che per il 2020 possa sostituire il famoso “Topol” (equivalente del LGM-30G USA) con nuovi modelli, in grado di eludere i sistemi antimissile nemici. Dispone anche del R-36M2, in grado di portare fino a 10 testate da 750 kilotoni l’una, che per il 2020 dovrebbe essere sostituito dal RS-28, in grado di viaggiare alla velocità di 7 km al secondo. Di un RS-26, con una gittata di oltre 6.000 km, si parla come arma per ora segreta.

Il raffronto complessivo dei dispositivi militari (dati del 2014; flotte escluse) statunitense e russo mostra come, a fronte di una popolazione rispettivamente di 320 milioni e 146 milioni, gli USA dispongano di 2.270mila uomini (riserve incluse) contro 4.250mila russi; 8.900 carri armati di modelli diversi, contro 20.800; 30.817 trasporti blindati, contro 36.000; 1.900 unità di artiglierie semoventi, contro 6.500; 1.270 sistemi razzi, contro 4.500; 900 obici trainati contro 7.000. Tra i mezzi aerei, gli USA disponevano nel 2014 di 2.000 elicotteri (da trasporto, attacco e tattici) contro 1.500 russi; 700 sistemi missilistici a corto raggio, contro 1.200 e 1.150 a media e lunga gittata, contro 2.800 russi; 1.945 caccia d’attacco o intercettori, contro 1.042; 154 bombardieri strategici, contro 94 russi. Complessivamente: al dicembre 2014 gli USA disponevano di 49.742 unità di mezzi terrestri e aerei, contro 81.436 russi.

Rispetto alle forze Nato in Europa, l’americana “War on the Rocks” scrive che, secondo i modelli della Rand Corporation, la Russia sarebbe superiore di alcune volte. In base alle simulazioni, ipotizzando un attacco russo ai Paesi baltici, Mosca in 10 giorni potrebbe dispiegare dai 30 ai 50mila soldati. Nei confronti delle forze Nato dislocate nella regione, che Mosca potrebbe distruggere in tre giorni, la superiorità russa è di 7:1 in carri armati, 5:1 per elicotteri e blindati, 4:1 in artiglieria da campo e 16:1 per quella a lunga gittata; 24:1 per sistemi antimissilistici a corto raggio e 17:1 per quelli a lunga distanza. I ricercatori della Rand Corporation notano anche come, oltre che per numero, i mezzi militari russi superino per qualità quelli della Nato; e anche per quanto riguarda le forze aeree, considerate la carta vincente della Nato, l’arsenale di missili terra-aria russi è tale da renderle un facile obiettivo.

Simulazioni a parte, il Ministero della difesa lituano avrebbe “visto” la settimana scorsa una “autentica battaglia aerea” tra velivoli russi e Nato nei cieli sopra il mar Baltico. Secondo Vilnius, per ben tre volte caccia Nato si sarebbero levati in volo per intercettare apparecchi russi. Una prima volta, il 18 aprile scorso, pur “non avendo identificato gli aerei russi in volo da Kaliningrad, potrebbe essersi trattato di un Su-27 e due Su-24. Il 21 aprile, potrebbero esser stati due caccia-bombardieri Su-24” e infine “sarebbe” stato avvistato un bombardiere a largo raggio Tu-22. Tra un “potrebbe” e un “sarebbe”, a Mosca si dicono nient’affatto meravigliati degli “avvistamenti”: quasi non passa giorno, che sommergibili vengano “scoperti” lungo le coste baltiche, o paracadutisti russi vengano “visti” atterrare sulle spiagge lituane, per non parlare dei continui “intercettamenti” di aerei militari di Mosca. In breve, i lucreziani simulacri che, “quasi membrane staccate dalla superficie dei corpi, volteggian per l’aria qua e là”.

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