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23/02/2018

Antifascismo. Perchè non saremo in piazza a Roma il 24 febbraio

Le compagne e i compagni di Eurostop non saranno in piazza a Roma sabato 24 febbraio nella manifestazione antifascista convocata da Anpi, Arci, Cgil e altre venti associazioni e partiti.

La manifestazione di sabato riprende l’appello “Mai più fascismi” presentato il 1 febbraio, ma soprattutto nasce come iniziativa “riparatrice” dopo la vergognosa ritirata di molte delle organizzazioni aderenti dalla manifestazione antifascista di Macerata lo scorso 10 febbraio di fronte al divieto opposto dal ministro degli interni Minniti.

Non sfugge a nessuno che la manifestazione di sabato verrà apertamente utilizzata dal Pd e da Liberi e Uguali per la propria campagna elettorale e per legittimare se stessi come baluardo contro le destre. Con una enorme contraddizione: il loro governo è esattamente quello che ha come ministro degli Interni quel Minniti che aveva vietato la manifestazione antifascista a Macerata e che è stato costretto a fare marcia indietro dalla impetuosa risposta emersa in tutto il paese.

Questa contraddizione non è rimovibile, anche perché la linea seguita dal governo e dal sistema mediatico affine al Pd è stata proprio quella di sdoganare e utilizzare i gruppi neofascisti e il pericolo della destra in funzione di un recupero di consensi elettorali in caduta libera.

Non solo. Negli anni precedenti è emerso, anche clamorosamente il livello di copertura e legittimazione degli apparati dello Stato verso i gruppi neofascisti riqualificati come “bravi ragazzi impegnati nel sociale”. Nei mesi precedenti abbiamo invece assistito ad una operazione tesa ad amplificare il ruolo delle organizzazioni neofasciste in rapporto al disagio sociale. Una equazione che serviva a dimostrare come il disagio sociale delle periferie potesse esprimersi politicamente solo attraverso la destra, alimentando le tensioni sociali e razziali. In questo modo il Pd poteva presentarsi come il garante della tenuta sociale e democratica del paese, nonostante le sue evidenti responsabilità proprio nel peggioramento delle condizioni di vita dei settori popolari.

Questa operazione però è saltata con l’entrata in campo, imprevista e poi osteggiata spudoratamente, di Potere al Popolo che l’equazione disagio sociale/fascisti come unica espressione politica, l’ha completamente rovesciata, cercando proprio di ridare rappresentanza politica alle esigenze popolari e alle contraddizioni sociali prodotte da decenni di misure lacrime e sangue imposte dall’Unione Europea e dai diktat liberisti.

La nostra campagna elettorale si sta concentrando proprio nei quartieri popolari delle periferie per affermare questa prospettiva e contendere metro a metro lo spazio “politico” che il potere vorrebbe consegnare ai fascisti. E’ con questo spirito e in questo senso che rivendichiamo e pratichiamo l’antifascismo militante.

L’operazione progettata dal Pd, dai suoi apparati governativi e mediatici ha dovuto così rettificare il tiro di corsa, reintroducendo la tesi degli “opposti estremismi” di destra e di sinistra come minaccia alla democrazia e alla stabilità. Una chiave di lettura che è diventato anche un assist a Berlusconi secondo cui la minaccia sono solo gli antifascisti.

Esattamente come in passato, nelle piazze abbiamo assistito ad un evidente doppio standard. Le manganellate degli apparati di Minniti fioccano solo contro i manifestanti di sinistra e antifascisti, mai contro i fascisti (nel fermare la marcia di Forza Nuova a Macerata contro “i bravi ragazzi italiani” non si è alzato un solo manganello ma c’è stato solo contenimento). Qualche volta, come a Pavia, abbiamo visto gli agenti caricare fianco a fianco ai fascisti.

I fascisti di Forza Nuova riescono ad entrare comodamente negli studi televisivi del La7 nonostante ci fossero in studio Renzi e D’Alema. Qualche anno fa i fascisti di Casa Pound fecero una indisturbata incursione notturna dentro la Rai.

Di tutto questo non c’è e non ci poteva essere traccia nella manifestazione di sabato 24 febbraio a Roma. Questa manifestazione, così come è venuta configurandosi dopo Macerata, sarà una occasione solo per il Pd e in misura minore per Liberi e Uguali. A nostro avviso commettono un errore i compagni che vi partecipano e bene ha fatto Potere al Popolo a non aderirvi.

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