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13/11/2017

L’Arabia Saudita gioca sporco sul Libano. Hariri ancora a Riad: “tornerò”

Il premier libanese Saad Hariri in una intervista televisiva all’emittente libanese Future TV ha detto di essere “libero” in Arabia Saudita, promettendo di tornare “molto presto” a Beirut per presentare formalmente le proprie dimissioni. “Sono libero qui. Se domani voglio viaggiare, posso farlo – ha detto alla giornalista Paula Yaacoubian – tornerò in Libano molto presto per avviare le necessarie procedure costituzionali”. Hariri, che è anche cittadino e longa manu saudita in Libano, ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni il 4 novembre scorso, in un intervento televisivo da Riad. Il presidente libanese Michel Aoun non le ha formalmente accettate, chiedendo ad Hariri di tornare a Beirut per presentarle di persona. Solo poche ore prima dell’intervista ad Hariri, Aoun ha riferito di “oscure circostanze in cui il primo ministro Saad Hariri vive a Riad”, che “hanno raggiunto il punto in cui la libertà di Hariri è stata limitata, sono state imposte condizioni per quanto riguarda la sua residenza e i contatti che può avere, anche con i membri della sua famiglia”.

Dopo la sconfitta in Siria, l’Arabia Saudita spinge verso una escalation per aprire un nuovo teatro di scontro con l’influenza dell’Iran nella regione. Il gioco pericoloso avviato dai sauditi in Libano, fa schizzare verso l’alto le tensione nel più fragile dei paesi arabi. “L’Arabia Saudita spinge Israele ad attaccare il Libano, e la guerra dell’estate 2006 è avvenuta su richiesta dell’Arabia Saudita”, ha dichiarato il leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah. “L’Arabia Saudita sta fomentando lo scontro tra i libanesi, incita i Paesi arabi ad adottare misure contro il Libano, ma quello che è più pericoloso è che incita Israele a colpire il Libano”.

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