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martedì 1 agosto 2017

L'”opposizione venezuelana” ha più volti. Qualcuno fa schifo

Due ricostruzioni diverse, ma convergenti di come la destra golpista abbia fallito la “prova di forza”. Qui di seguito la risposta dell’analista Hernandez, schierato con l’opposizione, ma non con la destra (in Venezuela ci sono all’incirca 100 partiti, a proposito del clima da “dittatura”).

E a seguire l’articolo di Danilo Della Valle, pubblicato in tandem con L’Antidiplomatico, che riprende un non lusinghiero ritratto degli oppositori pubblicato dalla nota agenzia statunitense Bloomberg (il cui proprietario è stato a lungo sindaco repubblicano di New York).

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L’opinione dell’oppositore Carlos Hernandez Raoul

“Oggi è stata dimostrata la grande frode di alcuni leader del Mud (la destra golpista al servizio degli Usa, ndr), che hanno assicurato a un paese disperato che l’elezione per l’Assemblea Constityente (ANC) non sarebbe riuscita.

Quanti abbiano votato, non è importante. E ‘incredibile come sono stati “segnalati” come nemici (della destra golpista, ndr) coloro che hanno combattuto per un accordo e sono stati crivellati da attacchi da parte di quelli che hanno raccontato che oggi non ci sarebbero state elezioni, che la pressione dalla strada sarebbe stata più che sufficiente.

Per me questi sono i grandi complici, venduti e pagati.

Noi avevamo spiegato che l’ANC non sarebbe fallita. Non aveva senso negoziare perché il governo sarebbe caduto. Sono morti più di un centinaio di persone del popolo, però i familiari dei dirigenti (del Mud, ndr) sono all’estero. Hanno nominato dei magistrati che ora rimasti senza copertura, in fuga, senza la guida di nessuno. Migliaia di prigionieri incustoditi, molte calamità stanno accadendo. Migliaia di persone che si nascondono e che fuggono senza guida o supporto. Molti leader (della destra, ndr), banchieri, bolichicos (giovani ricchi in affari, ndr), ricchi, stanno dirigendo la guerra da Miami, Londra, Madrid, Parigi, etc.

Sono dei senza vergogna, trafficanti con la sofferenza degli altri. Cosa ci vengono a dire, ora? Ancora una volta per la strada, perché possano continuare la raccolta di dollari a nome degli stupidi.

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Da Bloomberg. “Ribelli” di giorno, feste di lusso la sera: ecco chi assedia la pace in Venezuela

In questi giorni i media italiani si stanno prodigando per la “causa delle opposizioni venezuelana”, senza avere ovviamente alcun inviato sul posto.

Ci raccontano di una realtà, quella venezuelana, dove i poveri sarebbero oppressi dal governo in carica, regolarmente eletto, che senza alcuna remora starebbe massacrando la popolazione.

Tanti “giornalisti” si sono affannati a scrivere e alimentare uno storytelling che vede in belle giovani “idealiste” barricadere e sognatori senza futuro i protagonisti da edulcorare.

Bene, mentre da Roma scrivono questo, un articolo molto interessante di Andrew Rosati di Bloomberg, non certo un socialista, sta facendo il giro del mondo, e ci racconta una storia ben diversa sui “democratici oppositori” Venezuelani.

L’articolo in questione, che allegheremo di seguito in lingua originale, ci racconta di una composizione sociale ben definita alla testa delle proteste, quella dei giovani ricchi che di giorno sono barricaderi violenti e di notte festeggiano nei locali di lusso sulla collina di Chacao, quartiere bene di Caracas ed avamposto delle opposizioni venezuelane


E così la storia della 24enne Lovrena che dopo una “giornata di protesta” torna nella Manhattan di Caracas e festeggia in un night di lusso con vari imprenditori locali il suo compleanno, la testimonianza di un proprietario di un ristorante nella zona bene di Caracas e tante altre riprese dall’articolo, si intrecciano mostrandoci un quadro ben diverso da quello dipinto dai nostri media.

Ed è proprio questa narrazione propagandistica di quelli che dovrebbero garantire un punto di vista quantomeno obiettivo, oltre che plurale (cosa ormai impossibile da trovare), che fa passare in secondo piano la grande mobilitazione popolare che ha visto gli afrodiscendenti, i campesinos, gli operai ed i settori imprenditoriali produttivi formare code fin dal mattino per esprimere il proprio voto con gioia ed allegria, nonostante il boicottaggio, molto spesso violento, delle opposizioni. Come mai coloro che dovrebbero disinteressatamente raccontarci ciò che accade nel mondo evitano di dire tutto?


Come mai omettono che due candidati “chavisti” sono stati assassinati poco prima delle consultazioni? Eppure, nell’era di internet si trovano migliaia di video che sbugiardano questa narrazione. Ed inoltre, i nostri politici che si accalcano a condannare un governo regolarmente eletto, dimenticando quanto sopra e soprattutto dimenticando di condannare il golpe brasiliano, ad esempio, o i bombardamenti nello Yemen o la repressione violenta che invade le strade cilene e messicane, perché lo fanno? Forse la campagna elettorale e già cominciata e servono i voti della comunità italo-venezuelana che in gran parte ha degli interessi che cozzano con quelli della maggioranza del popolo?

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