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venerdì 7 luglio 2017

Amburgo. Comincia il vertice del G20, scontri in serata. Le proteste proseguono

Ieri sera una delle manifestazioni contro il vertice del G20 che comincia oggi ad Amburgo è stata duramente caricata. Uno scenario già ampiamente previsto – come ci racconta Raoul Rigault* nell’intervista che segue. Sono previste in questi giorni ancora azioni e manifestazioni di protesta contro il vertice internazionale, ma nelle piattaforme della contestazione mancano molti obiettivi decisivi. Tra le notizie segnaliamo quella della presidenza del mitico club sportivo del St.Pauli di Amburgo che ha messo a disposizione il proprio stadio e ospitalità per 200 manifestanti. Ieri sera in piazza i primi scontri: Guarda il video delle manifestazioni

Dal 6 all’8 Luglio ad Amburgo si terrà il vertice del G20. Quali mobilitazioni sono previste per contestare il vertice?

E’ prevista tutta una settimana di protesta con molte azioni. C’è già stata una manifestazione sabato 1 Luglio 2017 ad Amburgo lanciata da una alleanza di sindacati della confederazione tedesca DGB, associazioni ambientali come Greenpeace, organizzazioni delle chiese ed un gruppo nato negli ultimi anni che si chiama “Mehr Demokratie” (Più Democrazia). La piattaforma non era un rifiuto del G20 ma il desiderio di “una altra politica” da parte delle potenze riunite nel G20. Quindi un approccio che punta sull’emendamento della loro politica, per così dire una richiesta di un capitalismo ed un imperialismo con il volto umano. E l’iniziativa è stata vista da gran parte della gente e dal movimento come un tentativo di spaccare la protesta. Ma la partecipazione è rimasta lontano dalle aspettative. Gli organizzatori avevano annunciato alla stampa ed alla polizia “centomila persone”. In realtà erano presenti “meno di ottomila” per la polizia e “venticinquemila” per gli organizzatori. L’ultimo numero certamente una esagerazione. In questo caso è stato piuttosto realistico il dato fornito dalla polizia.

La settimana vera e propria di iniziative è cominciata soltanto martedì 4 luglio 2017. In programma ci sono azioni di disturbo, blocchi stradali spontanei, camping autogestito e “proteste piene di fantasia”. Tra le iniziative più importanti c’è stato il “Vertice alternativo” di due giorni (mercoledì e giovedì 5 / 6 luglio) con 1500 partecipanti. Un congresso molto simile al Forum Sociale Europeo di una volta con tutti i punti forti (possibilità di incontrarsi per lo scambio di informazioni e valutazioni e per prendere contatto) e le debolezze (un po’ una fiera semi-politica).

Mercoledì c’è stata anche una manifestazione di “Danza notturna” con la musica Techno e la partecipazione di 8mila persone secondo la polizia e “circa 20mila” per gli organizzatori, nonché una performance “Mille figure” con le persone di colore grigio per la protesta contro l’aumento dello sfruttamento, la precarizzazione ecc., dunque una iniziativa chiaramente conflittuale sul piano del lavoro salariato. Una azione interessante registrata anche dai telegiornali ma purtroppo con una bassa partecipazione.

Per giovedì 6 luglio sera è previsto il corteo anticapitalistico “G20 – Welcome to hell” (“G20 – Benvenuto all’inferno”) con uno slogan ed un annuncio un po’ marziale per il quale la polizia aspetta la presenza di “ottomila militanti autonomi violenti da tutta Europa pronti a gravi distruzioni ed attacchi al luogo del vertice, ai politici e ai poliziotti”. Quindi una propaganda ufficiale ben prima del corteo che è da ritenere come un pretesto preventivo per fortissime cariche contro i manifestanti (cosa effettivamente accaduta nella serata di ieri, ndr).

Venerdì 7 luglio sono in programma vari blocchi attorno alla “Zona rossa” anche con lo scopo di bloccare il porto di Amburgo per “paralizzare la logistica del capitale”, uno sciopero degli studenti delle scuole e sabato 8 luglio ci sarà la grande manifestazione sotto il motto “Solidarietà senza confini invece di G20!”.

Per domenica 9 luglio si pensa già ad un corteo di solidarietà con il motto “Nobody forgotton” (“Non dimentichiamo nessuno”) davanti alla prigione provvisoria che le cosiddette “forze dell’ordine” hanno costruito per 400 persone.

Il G20 non è il G7. La platea dei paesi che partecipano al vertice è più ampia di quella tradizionale delle 7 maggiori potenze capitaliste. Nella analisi sul vertice avanzata dai movimenti che lo contesteranno c’è sensibilità su questa differenza o no?

Su questo sviluppo, cioè sul cambiamento dei rapporti di forza mondiali e regionali nel concerto delle potenze, non si dice niente nel testo di convocazione della piattaforma della manifestazione centrale di sabato. Naturalmente ci sono articoli nei giornali di sinistra e nei media della sinistra radicale (un termine che in Germania è simile a quello di “sinistra alternativa / antagonista” in Italia). Comunque si può osservare da tanti anni un declino del dibattito e delle analisi rispetto a quel livello che abbiamo avuto ancora negli anni '80 durante il grande movimento antimilitarista e di pace contro l’installazione dei Pershing 2 e dei Cruise Missiles e anche negli anni '90, sebbene allora con una tendenza “antinazionale / antitedesca e pro-Israele”, con una valutazione della situazione europea e mondiale distorta. Oggi predomina l’attivismo, vuol dire un azionismo con poco approfondimento. Su questo campo mi sembra che oggi la sinistra antagonista e di classe in Italia sia più avanzata di quella tedesca.

Nella contestazioni al vertice del G 20 prevalgono i temi di carattere economico-sociale o quelli contro la guerra?

Difficile da dire perché – detto un po’ polemicamente – la piattaforma per la manifestazione centrale di sabato, che rappresenta certamente il documento più importante e più rappresentativo di questa onda di proteste, è un sommario sulla linea “Siamo per il bene e contro il male!”.

Si elencano in ordine cronologico tra le “cose che vanno nella direzione sbagliate nel mondo”:
– Guerre e conflitti armati come in Siria, Kurdistan, Iraq oppure l'Ucraina e le esportazioni di armamenti;
– la “fuga di 65 milioni persone a livello mondiale” e la chiusura delle frontiere di Europa e Germania;
– il “razzismo e l’odio aperto che sono in aumento in tanti paesi del mondo”;
– il “cambiamento del clima provocato dall’azione umana”;
– la “spaccatura sociale” e disuguaglianza drastica dove “8 uomini hanno un patrimonio più alto della metà della popolazione mondiale più povera” con bassi salari, mancanza di case dove si può pagare l’affitto;

– gli “accordi di libero scambio come EPA, CETA, TISA oppure TTIP”.

Si protesta contro il vertice del G20 perché qui “si vogliono riunire i responsabili per questo disastro umano e sociale”. E ancora: “La critica non va soltanto contro singoli personaggi e rappresentanti, ma contro le condizioni e le strutture delle quali loro sono il prodotto. Renderemo evidente il nostro rifiuto del mondo freddo e crudele del capitalismo globale, come è rappresentato ed organizzato dai membri del G20.” Questioni come NATO, UE ed Euro per esempio non sono menzionate.

Abbiamo letto che sono stati allontanati da Amburgo decine di agenti di polizia che avevano dato segnali di squilibrio. Come verrà gestito l’apparato repressivo per il vertice di Amburgo? Sono in atto misure di repressione preventiva come avvenuto in Italia o ci sarà solo la militarizzazione della zona rossa?

Si trattava di 220 agenti della polizia di Berlino da sempre nota e famigerata per il proprio comportamento molto violento contro manifestanti, almeno contro quelli progressisti e di sinistra. Sono dovuti ritornare quasi subito a Berlino a causa delle notizie sull’orgia nella quale hanno festeggiato per esempio con la danza sul tavolo con la pistola in mano, ma non ci saranno misure disciplinari contro di loro come ieri (mercoledì) hanno detto i telegiornali. Non potevamo aspettarci altro!

In generale esiste in questi giorni, anche senza gli agenti di Berlino, un vero e proprio stato di polizia ad Amburgo dove ci sono, anche oltre la “zona rossa”, delle cariche contro manifestanti assolutamente non-violenti (per esempio lunedì e martedì). Gran parte della popolazione locale ha lasciato la città prima della settimana delle proteste. E all’inizio la polizia (diretta da un governo regionale sotto la guida socialdemocratica della SPD!) ha condotto di fatto una lotta di logoramento contro i campeggi per evitare che gli attivisti potessero dormire con il tentativo di demoralizzare la protesta. Adesso, dopo qualche sentenza in parte favorevole dei tribunali per il campeggio sgomberato e tanta solidarietà della gente normale con l’offerta di pernottamento gratuito su iniziativa privata – ma anche sull’area di certe chiese o in un teatro cittadino – la situazione si è distesa un po’. Ovviamente è stata una sconfitta per la strategia della polizia.

In sintesi: Si tratta di una situazione come quella in occasione del G8 a Genova nel luglio 2001, ma forse ancora un po’ di più a causa della famosa “deutsche Gründlichkeit” (“la precisione tedesca”). E naturalmente include la possibilitàdi un massacro simile al capoluogo ligure di sedici anni fa.

* Raoul Rigault è da decenni un attivista della sinistra antagonista tedesca e scrive per il quotidiano della sinistra alternativa tedesca “junge Welt” (www.jungewelt.de).

Fonte

Credo che scenario come quelli descritti nel testo - mi riferisco allo stato della sinistra antagonista tedesca, che da quanto ho letto mi sembra possa considerarsi come ancora quasi del tutto rinchiusa nelle dinamiche movimentiste come fine e non come mezzo - si prestino a divenire ulteriore dimostrazione del fatto che la rottura con lo stato di cose presenti non può che essere perseguita su base nazionale.

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