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giovedì 20 aprile 2017

Alitalia, “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”

Quando un sindacato è capace solo di dire ai lavoratori: o accetti licenziamenti e tagli dei salari o è peggio ancora. O ti pieghi ai diktat di chi comanda o sarà la fine. O assolvi padroni, banche e governo dalle loro responsabilità o sarai condannato solo tu. Quando un sindacato diventa solo il megafono dell'arroganza e della prepotenza della controparte, è giusto chiedersi a cosa serva davvero...

Alitalia è un concentrato di fallimenti, in primo luogo dei governi che si sono succeduti e che sono stato solo capaci di svendere ai privati un patrimonio pubblico. Tutti i grandi paesi europei hanno compagnie aeree di bandiera, servono al paese anche sul piano della sua promozione turistica, commerciale, culturale. Solo l'Italia ha visto i governi, tutti di qualsiasi colore, rinunciare ad avere un ruolo che non fosse quello dei battitori d'asta.

Così Alitalia è stata svenduta "al meglio della imprenditoria italiana", sostenuta dalle banche, che ha mostrato tutto il suo valore di mercato fallendo clamorosamente. A tutti questi prenditori privati non è stato presentato dal governo alcun conto, ma se ne è agevolata la fuga gratuita, perché nel frattempo i broker di Palazzo Chigi avevano trovato gli sceicchi di Eithad, gli stessi che avevano costosamente fornito l'aereo presidenziale a Matteo Renzi. Questi sceicchi non hanno fatto nulla per la compagnia se non una bella campagna pubblicitaria sulle divise delle assistenti di volo e alla fine sono anch'essi falliti. Ma invece che ricevere una richiesta di danni, si sono visti riassegnare dal governo una Alitalia con meno personale, pagato sempre meno. Fino al prossimo e forse definitivo disastro.

Tutti questi catastrofici passaggi della compagnia aerea sono stati sempre accompagnati da accordi con CGIL CISL UIL, che hanno sottoscritto licenziamenti e peggioramenti dei salari e delle condizioni di lavoro spiegando ai lavoratori che non c'erano alternative. Mai i sindacati confederali hanno cercato di alzare il tiro, mai hanno messo sotto accusa governo e imprese, mai hanno osato dire: se Alitalia serve al paese, visto il fallimento dei privati, nazionalizzatela.

Ad ogni passaggio della crisi Cgil Cisl Uil hanno masticato qualche brontolata e poi si sono seduti al tavolo, da cui si sono alzate solo dopo aver sottoscritto l'ennesima resa. E questo comportamento non è stato una eccezione: da Almaviva alla acciaierie di Piombino, a tante altre crisi, Cgil Cisl Uil hanno sottoscritto sempre lo stesso accordo. Un accordo dove il governo fa il maggiordomo dei padroncini e banchieri di turno, che fanno gli imprenditori grazie ai sacrifici dei lavoratori, fino a che salta tutto e si ricomincia da capo con tagli e massacri sociali.

Un sindacato che sa solo arrendersi, che sa solo spiegare ai lavoratori che si devono piegare fino ad essere schiacciati, questo tipo di sindacato incapace di lottare e che si beve tutte le bugie delle controparti imprenditoriali e di governo, questo sindacato non solo è inutile, ma dannoso. Bastano Marchionne e chi fa come lui per colpire diritti ed interessi del lavoro, non occorre proprio aggiungere sulle spalle dei lavoratori anche un sindacato marchionnizzato.

Ha suscitato qualche sorpresa e anche condanne il mio intervento nella consultazione del M5S sul lavoro e sul sindacato. Bene, rivendico di avere chiesto una legge che garantisca una vera democrazia sindacale e che permetta a forze sindacali nuove e combattive di contestare il monopolio della rappresentanza di Cgil Cisl Uil. Perché quando chi sta ai tavoli delle trattative è solo capace di dire che non ci sono alternative alla resa dei lavoratori, allora è a lui che bisogna trovare una alternativa.

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