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21/01/2016

Piaggio: la lotta paga ma non bisogna abbassare la guardia

Dopo l'importante vittoria dei lavoratori della DNA della Piaggio che con 3 giorni di sciopero e blocchi sono riusciti ad ottenere il ritiro di 4 licenziamenti su 5, la mobilitazione non può fermarsi; i lavoratori sottolineano l'importanza della solidarietà attiva e rivendicano la necessità di rilanciare l'iniziativa per il reintegro di Sandro e contro gli appalti a ribasso e per un uguale salario a tutti i lavoratori dell'indotto Piaggio.

Riceviamo e pubblichiamo il volantino dei Cobas

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Dna: la lotta paga ma non bisogna abbassare la guardia. Revochiamo il licenziamento di Sandro Giacomelli e rilanciamo l'iniziativa contro gli appalti a ribasso.

Dopo anni sono tornati, a Pisa, i picchetti e i blocchi dei cancelli, questa è la significativa novità che ha portato al ritiro di 4 licenziamenti alla Dna ma non ancora quello del delegato Cobas lavoro privato Sandro Giacomelli.

Ringraziamo tutti coloro che hanno messo in gioco i lori corpi schierandosi ai cancelli alle 5:00 del mattino con temperature polari. La lotta paga ma i risultati raggiunti non debbono farci recedere dall'aprire una vertenza complessiva contro i licenziamenti, contro le condizioni di lavoro e i bassi salari negli appalti. La parola d'ordine era ed è quella di corrispondere a tutti i lavoratori dell'Indotto Piaggio uguale salario e il medesimo contratto, la diversificazione contrattuale del resto divide la forza lavoro rendendola debole e ricattabile.

Sorvoliamo su qualche sindacato confederale arrivato a tarda mattinata con le bandiere e su alcuni comunicati stampa miranti solo ad appropriarsi di una vittoria il cui merito va invece a tutti coloro, sindacati, delegati, lavoratori e solidali che ci hanno messo la faccia fin dallo sciopero di venerdì, proseguendo con il presidio del sabato e con i blocchi del lunedì mattina, senza dimenticare quanti hanno supportato la lotta con presidi e volantinaggi a Pontedera stanando il sindaco Millozzi che solo lunedì ha preso posizione contro i licenziamenti. Al sindaco Millozzi ora noi rivolgiamo una sola domanda: prenda posizione anche contro il licenziamento di Sandro, faccia i suoi passi con Ceva, Dna e Piaggio per la revoca del provvedimento, convochi un incontro in Comune con i sindacati per una presa di posizione forte contro tutti i licenziamenti.

Se il metodo della lotta conflittuale paga, restano insoluti alcuni nodi che vorremmo affrontare a tutti i protagonisti delle lotte di questi giorni:

La Dna non vuole revocare il licenziamento di Sandro Giacomelli, anzi era palese da giorni la volontà di far pagare al Cobas lavoro privato la lotta che ha portato alla conquista del buono mensa in busta paga (basti vedere la data dei 4 licenziamenti poi revocati e l'appartenenza sindacale dei destinatari degli stessi). Dna si accanisce contro Sandro e il Cobas lavoro privato (ma non solo, visti i provvedimenti disciplinari che colpiscono anche altri lavoratori) proprio perchè li ritiene direttamente responsabili di quella vertenza (portata avanti dalla Rsu della Dna e non solo dai Cobas) che ha imposto alla cooperativa il pagamento della mensa. Proprio per questo motivo bisogna riconoscere la bontà di quella vertenza che ha strappato salario e condizioni migliori, una vertenza che rappresenta per tutti\e, lavoratori e solidali che siano, un esempio da seguire. Senza la vertenza per il buono pasto, forse, non ci sarebbero stati i licenziamenti e i picchetti ai cancelli del Polo logistico.

– I lavoratori e le lavoratrici della Dna sono stati supportati da delegati e dipendenti di altre fabbriche, noi pensiamo che questa solidarietà attiva rappresenti un modello da seguire, per questo auspichiamo che dentro Ceva e Piaggio siano intraprese forme di lotta analoghe perché siamo di fronte a scellerate politiche (della Piaggio) miranti ad aumentare la produzione spremendo sempre più la forza lavoro imponendole peggiori condizioni retributive e carichi di lavoro insostenibili in alcuni mesi dell'anno.

– All'interno dei magazzini Lintel bisogna unire le forze, presentare una piattaforma comune, rivendicazioni salariali e contrattuali e la richiesta di revoca del licenziamento di Sandro Giacomelli. Questo è l'invito che rivolgiamo a tutti.

– Concordiamo con quanti hanno sempre sostenuto la necessità di costruire, dentro Piaggio e nell'indotto, una iniziativa costante e unitaria che veda attivi tutti i soggetti protagonisti della lotta di questi giorni affinché nelle stazioni appaltanti i padroni non dormano sonni tranquilli e si impediscano appalti al ribasso e contratti sfavorevoli.

– Le istituzioni locali non stiano a guardare e pretendano scelte industriali che rilancino la produzione senza delocalizzarla.

In questi anni troppi sono stati i silenzi verso le politiche di delocalizzazione industriale. Bisogna fissare una data per riaprire il confronto sulla gestione degli appalti e per chiedere la riassunzione di Sandro, queste sono a nostro avviso le priorità.

Il Cobas lavoro privato vuole essere parte attiva di questa lotta a tutto campo nel rispetto dei diritti collettivi e individuali, per restituire dignità e forza a quanti per anni sono stati preda della paura e della rassegnazione, in Dna e in tutto l'indotto.

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