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25/03/2014

Lega Araba - Qatar e Coalizione siriana nell’agenda di domani

La “Guerra fredda araba” è solo rinviata di qualche giorno. Al summit di ieri a Kuwait City tra i ministri degli Esteri degli stati che aderiscono alla Lega Araba il tema dell’isolamento del Qatar, colpevole di dare asilo ad alcuni esponenti dei Fratelli Musulmani ormai banditi nella maggioranza dei paesi arabi, è rimasto tabù. Eppure domani avrà inizio una due giorni di summit in cui verranno discusse alcune questioni spinose, come l’adozione di una nuova legge anti-terrorismo comune a tutti i membri della Lega Araba. Il Qatar, già messo all’angolo per non aver ratificato il mese scorso una legge simile in una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo, dovrà prendere una decisione: abbandonare il sostegno ai Fratelli Musulmani e restare, o rischiare di essere sospeso o peggio espulso.

Nella sessione di ieri il clima è stato, a detta del ministro degli esteri iracheno Hoshyar Zebari, “molto positivo”. Glissando sulla domanda dell’AFP sugli sforzi fatti per appianare gli attriti esistenti da qualche tempo all’interno del Golfo, con Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati che hanno ritirato i propri ambasciatori dal Qatar, Zebari ha semplicemente comunicato che “la questione degli ambasciatori non è stata menzionata neanche una volta”. Il tema potrebbe non essere discusso in una seduta plenaria perché, come ha spiegato il ministro degli esteri algerino Ramtane Lamamra, “alcune questioni sono dibattute dietro le quinte”. Una voce in parte confermata da Fadhel Jawal, assistente del segretario generale per gli affari politici, secondo il quale “i leader arabi terranno una sessione speciale all’interno del summit per tentare di appianare le loro divergenze”.

Tra gli argomenti affrontati nel meeting di ieri, la lotta al terrorismo internazionale e i modi per limitare il suo impatto sui paesi arabi, oltre a una risoluzione approvata all’unanimità per spingere il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad addossarsi la responsabilità del fallimento della conferenza di Ginevra sulla Siria.

Sempre a proposito di Siria, il leader della Coalizione nazionale di opposizione siriana Ahmed Jarba è stato invitato al summit della Lega Araba. La sua delegazione, però, non potrà prendere posto al seggio riservato alla Siria fino a quando non “regolarizzerà alcune procedure legali”, dal momento che Assad è ancora formalmente a capo della Siria, nonostante la sua sospensione dalla Lega Araba nel 2011. Bin Helli, numero due della Coalizione, ha comunque spiegato che Jarba parlerà con il segretario generale della Lega Araba Nabil al-Arabi al termine del summit sull’eventualità che la coalizione rimpiazzi ufficialmente il seggio riservato al governo siriano nei prossimi meeting della Lega. Nonostante le perplessità di Iraq, Libano e Algeria, durante il summit dello scorso anno a Doha i ministri degli Esteri della Lega Araba si erano impegnati ad accettare l’adesione dell’opposizione siriana come rappresentante di Damasco se questa si fosse dotata di una struttura formale.

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