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25/01/2014

Lavoratori e pensionati massacrati anche dall'Irpef

Di solito, quando si sente strillare contro le tasse, a parlare sono piccoli imprenditori, artigiani, commercianti. Gente insomma che i conti li deve fare per forza, presentare dichiarazioni dei redditi quasi sempre "aggiustate" (se non addirittura azzerate, come nel caso della signora Armellini, ex compagna del "montiano" e "rigoroso" Bruno Tabacci, che s'era "dimenticata di possedere immobili per oltre due miliardi - miliardi, non milioni - di euro).
Sfatata anche la leggenda interessata che "il Nord" subisca di più; gli aumenti maggiori si sono infatti verificati nel già moribondo Mezzogiorno.
Lavoratori e pensionati, defalcati già in busta paga, spesso nemmeno se ne accorgono, se non per il fatto che salari e assegni Inps sono sempre più magri. Bisogna perciò questa volta ringraziare la Cgia di Mestre, che ha fatto due conti e ha scoperto che in effetti sono proprio lavoratori dipendenti (precari compresi, naturalmente!) e pensionati a fare la parte del tacchino alla festa del ringraziamento. I dati forniti sono letteralmente allucinanti. Leggere per credere. O almeno incazzarsi, uscire di casa, e preparare la mobilitazione di primavera contro questi pseudo-governanti di Nottingham.

*****

Tra il 2010 e il 2014 i più colpiti dagli incrementi sono stati i pensionati (+34%) e gli operai (+36)

Negli ultimi 5 anni le pensioni e le buste paga degli italiani sono diventate più leggere a causa dell’aumento delle addizionali comunali e regionali Irpef. Tra il 2010 e quest’anno, denuncia l’Ufficio studi della CGIA, queste addizionali hanno subito una vera e propria impennata: l’aumento medio è stato di oltre il 30%.

“Salvo rare eccezioni – afferma il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – negli ultimi anni le addizionali comunali e regionali Irpef hanno subito dei significativi ritocchi all’insù, sia per compensare i tagli dei trasferimenti statali, sia per fronteggiare gli effetti della crisi che hanno messo a dura prova i bilanci delle Regioni e degli Enti locali. Risultato ? Gli italiani si sono ritrovati con i portafogli più leggeri”. 

Un pensionato con un assegno di 1.000 euro al mese, tra il 2010 e il 2014 ha subito un aggravio medio di 85 euro (+34%). A livello territoriale l’aumento massimo si è registrato a Catanzaro: + 149 euro, pari ad una variazione del +49%.

Un operaio con uno stipendio mensile netto pari a poco più di 1.280 euro,  ha visto aumentare in questi ultimi 5 anni il carico fiscale di  121 euro (+36%). A Venezia l’incremento è stato pesantissimo: +237 euro, pari al +126%.

Un impiegato con uno stipendio di quasi 2.000 euro al mese, ha versato 189 euro in più, pari ad un aumento del 30%. A Napoli e Catanzaro si sono registrati gli incrementi più significativi: + 335 euro (pari al +49%).

Un quadro con uno stipendio mensile di 3.000 euro al mese, ha subito, invece, un aggravio di 324 euro (+31%). 
 
A livello territoriale nei Comuni di Napoli e di Catanzaro si sono verificati gli incrementi più significativi: + 549 euro (+49%).

Come si è giunti a questi risultati ? Per cercare di quantificarne il peso e comprendere come si è evoluto il fenomeno, l’Ufficio studi della CGIA ha calcolato gli aumenti delle addizionali IRPEF avvenuti in questi ultimi anni sia a livello regionale che comunale. In questo ultimo caso sono stati analizzati i trend dei Comuni capoluogo di regione.

L’incremento del prelievo registrato in questi ultimi anni è dipeso, in larga misura,  dalle disposizioni introdotte con il  “Salva Italia” che ha elevato le aliquote per tutte le Regioni a partire dal periodo di imposta 2011. Pertanto, dall’anno di imposta 2012, l’addizionale Irpef regionale è aumentata dello 0,33%.

Tuttavia, la situazione a livello territoriale  varia da Regione a Regione. Nel 2013, ad esempio, la Calabria, la Campania e il Molise hanno applicato l’aliquota Irpef al 2,03%. Un livello di prelievo obbligato in virtù del fatto che la normativa dispone che le Regioni che presentano un disavanzo sanitario e non hanno rispettato i piani di rientro sono costrette a subire un incremento dell’aliquota di ulteriori 0,3 punti percentuali.

In Abruzzo, Lazio e Sicilia, l’aliquota dell’addizionale regionale Irpef è all’ 1,73%. Le Regioni in cui l’aliquota si attesta  al livello base (1,23%)  sono   la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Valle d’Aosta, il Veneto e le due provincie autonome di Trento e Bolzano. In tutte le altre Regioni il prelievo varia  a seconda dei livelli di reddito.

Per quanto concerne le addizionali comunali IRPEF, le scelte dei Comuni sono state tendenzialmente al rialzo con l’unica eccezione di Firenze che ha diminuito il prelievo. Sono 11 i Comuni capoluogo di Regione che nell’arco temporale da noi considerato hanno aumentato le aliquote.

Nel 2013,  12 Comuni hanno applicato l’addizionale comunale IRPEF al livello massimo dello 0,8%, tra questi,  tre l’hanno aumentato nell’ultimo anno (Venezia, Perugia e Napoli).

“Nei prossimi anni – conclude Bortolussi - l’autonomia tributaria delle Regioni è destinata ad aumentare ulteriormente .  Il Decreto Legislativo in materia di federalismo regionale numero 68 del 2011,  dà la possibilità ai Governatori di aumentare l’aliquota base dell’addizionale regionale di 1,1 punti percentuali a partire dal 2014 e di 2,1 punti percentuali a partire dal 2015. Tale facoltà, sebbene limitata ai redditi superiori al primo scaglione di reddito IRPEF (pari a 15.000 euro) per i quali rimane il limite di maggiorazione di 0,5 punti percentuali, potrà dar luogo ad un ulteriore incremento delle addizionali, con il corrispondente alleggerimento di pensioni e buste paga”.


Il peso delle addizionali comunali e regionali Irpef. Dati medi nazionali riferiti ai contribuenti dei Comuni capoluogo di provincia.

2010
2011
2012
2013
2014
Aggravio Rispetto al 2010
euro
%
Pensionato
250
261
323
332
335
+85
+34
Operaio
334
349
432
446
455
+121
+36
Impiegato
623
626
773
799
812
+189
+30
Quadro
1.034
1.040
1.285
1.333
1.358
+324
+31

Elaborazione Ufficio studi CGIA


Nota:

Pensionato con reddito di 16.000 euro (pensione di 1.000 euro al mese per 13 mensilità)

Operaio con reddito 21.000 euro (stipendio netto di 1.283 euro al mese per 13 mensilità)

Impiegato con reddito 36.000 euro (stipendio netto di 1.998 euro al mese per 13 mensilità)
Quadro con reddito 59.000 euro (stipendio netto di 3.000 euro al mese per 13 mensilità)


Pensionato reddito 16.000 euro (pensione di 1.000 euro al mese per 13 mensilità)


Il peso delle Addizionali IRPEF in busta paga nei comuni capoluogo di Regione

Regioni
2010
2011
2012
2013
2014
Aggravio Rispetto al 2010
euro
%
Catanzaro
304
352
419
453
453
+149
49%
Torino
272
272
339
373
399
+127
47%
Bari
224
224
339
373
342
+118
53%
Roma
304
371
421
421
421
+117
38%
Palermo
288
288
360
405
405
+117
41%
Campobasso
352
400
453
453
453
+101
29%
Genova
256
256
314
325
325
+69
27%
Perugia
288
288
341
346
357
+69
24%
Firenze
192
192
240
229
259
+67
35%
Ancona
274
274
326
326
328
+54
20%
Milano
146
146
199
200
200
+54
37%
Aosta
192
192
245
245
245
+53
28%
Trento
144
144
197
197
197
+53
37%
Bolzano
176
176
229
229
229
+53
30%
Trieste
272
272
325
325
325
+53
19%
Venezia
144
153
218
197
197
+53
37%
Bologna
304
304
357
357
357
+53
17%
L'Aquila
320
320
373
337
373
+53
17%
Potenza
272
272
325
325
325
+53
19%
Cagliari
256
256
307
303
303
+47
18%
Napoli
304
352
403
376
325
+21
7%
Italia
250
261
323
332
335
+85
34%

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA


Nota Il dato medio “Italia” corrisponde alla media ponderata delle addizionali di tutti i Comuni capoluogo di provincia. La ponderazione è stata effettuata utilizzando come “pesi” i contribuenti ai fini delle addizionali di ciascun Comune capoluogo di provincia. Per il calcolo delle addizionali regionali, invece, la ponderazione è stata effettuata utilizzando come “peso” il numero dei contribuenti ai fini dell’addizionale di ciascuna Regione.


Operaio reddito 21.000 euro (stipendio netto di 1.283 euro al mese per 13 mensilità)


Il peso delle Addizionali IRPEF in busta paga nei comuni capoluogo di Regione

Regioni
2010
2011
2012
2013
2014
Aggravio Rispetto al 2010
euro
%
Venezia
189
201
328
407
426
+237
126%
Napoli
399
462
529
545
594
+195
49%
Catanzaro
399
462
550
594
594
+195
49%
Torino
357
357
445
489
524
+167
47%
Bari
294
294
445
489
454
+160
54%
Roma
399
487
552
552
552
+153
38%
Palermo
378
378
473
531
531
+153
41%
Campobasso
462
525
594
594
594
+132
29%
Genova
336
336
412
426
426
+90
27%
Perugia
378
378
447
454
468
+90
24%
Firenze
252
252
315
300
341
+89
35%
Ancona
374
374
443
443
444
+71
19%
Aosta
252
252
321
321
321
+69
28%
Trento
189
189
258
258
258
+69
37%
Bolzano
231
231
300
300
300
+69
30%
Trieste
357
357
426
426
426
+69
19%
Bologna
420
420
489
489
489
+69
17%
L'Aquila
420
420
489
448
489
+69
17%
Potenza
357
357
426
426
426
+69
19%
Milano
211
211
280
279
279
+68
32%
Cagliari
336
336
404
401
401
+65
19%
Italia
334
349
432
446
455
+121
36%

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA


Nota Il dato medio “Italia” corrisponde alla media ponderata delle addizionali di tutti i Comuni capoluogo di provincia. La ponderazione è stata effettuata utilizzando come “pesi” i contribuenti ai fini delle addizionali di ciascun Comune capoluogo di provincia. Per il calcolo delle addizionali regionali, invece, la ponderazione è stata effettuata utilizzando come “peso” il numero dei contribuenti ai fini dell’addizionale di ciascuna Regione.


Impiegato reddito 36.000 euro (stipendio netto di 1.998 euro al mese per 13 mensilità)


Il peso delle Addizionali IRPEF in busta paga nei comuni capoluogo di Regione

Regioni
2010
2011
2012
2013
2014
Aggravio Rispetto al 2010
euro
%
Napoli
684
792
911
944
1.019
+335
49%
Catanzaro
684
792
943
1.019
1.019
+335
49%
Roma
684
835
947
947
947
+263
38%
Palermo
648
648
810
911
911
+263
41%
Venezia
504
345
568
709
731
+227
45%
Campobasso
792
900
1.019
1.019
1.019
+227
29%
Milano
411
433
600
600
629
+218
53%
Torino
684
684
835
911
899
+215
31%
Firenze
432
432
540
515
605
+173
40%
Genova
756
756
886
911
911
+155
20%
Perugia
648
648
767
778
803
+155
24%
Bari
684
504
779
855
810
+126
18%
Ancona
684
684
802
802
807
+124
18%
Trento
324
324
443
443
443
+119
37%
Aosta
432
432
551
551
551
+119
28%
Bolzano
396
396
515
515
515
+119
30%
Trieste
612
612
731
731
731
+119
19%
Bologna
756
756
875
875
875
+119
16%
L'Aquila
720
720
839
790
839
+119
17%
Cagliari
576
576
676
678
678
+102
18%
Potenza
612
612
711
711
711
+99
16%
Italia
623
626
773
799
812
+189
30%

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA


Nota Il dato medio “Italia” corrisponde alla media ponderata delle addizionali di tutti i Comuni capoluogo di provincia. La ponderazione è stata effettuata utilizzando come “pesi” i contribuenti ai fini delle addizionali di ciascun Comune capoluogo di provincia. Per il calcolo delle addizionali regionali, invece, la ponderazione è stata effettuata utilizzando come “peso” il numero dei contribuenti ai fini dell’addizionale di ciascuna Regione.


Quadro reddito 59.000 euro (stipendio netto di 3.000 euro al mese per 13 mensilità)


Il peso delle Addizionali IRPEF in busta paga nei comuni capoluogo di Regione

Regioni
2010
2011
2012
2013
2014
Aggravio Rispetto al 2010
euro
%
Catanzaro
1.121
1.298
1.546
1.670
1.670
+549
49%
Napoli
1.121
1.298
1.501
1.565
1.670
+549
49%
Roma
1.121
1.369
1.552
1.552
1.552
+431
38%
Palermo
1.062
1.062
1.328
1.493
1.493
+431
41%
Milano
733
768
1.051
1.081
1.127
+394
54%
Venezia
826
566
939
1.173
1.198
+372
45%
Campobasso
1.298
1.475
1.670
1.670
1.670
+372
29%
Torino
1.121
1.121
1.369
1.493
1.477
+356
32%
Firenze
708
708
885
844
1.039
+331
47%
Bari
1.121
826
1.313
1.437
1.437
+316
28%
Genova
1.239
1.239
1.451
1.493
1.493
+254
20%
Perugia
1.062
1.062
1.257
1.274
1.316
+254
24%
Cagliari
944
944
1.145
1.161
1.161
+217
23%
Aosta
708
708
903
903
903
+195
28%
Trento
531
531
726
726
726
+195
37%
Bolzano
649
649
844
844
844
+195
30%
Trieste
1.003
1.003
1.198
1.198
1.198
+195
19%
Bologna
1.239
1.239
1.434
1.434
1.434
+195
16%
L'Aquila
1.180
1.180
1.375
1.326
1.375
+195
17%
Potenza
1.003
1.003
1.198
1.198
1.198
+195
19%
Ancona
1.190
1.190
1.384
1.384
1.383
+194
16%
Italia
1.034
1.040
1.285
1.333
1.358
+324
31%

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA


Nota Il dato medio “Italia” corrisponde alla media ponderata delle addizionali di tutti i Comuni capoluogo di provincia. La ponderazione è stata effettuata utilizzando come “pesi” i contribuenti ai fini delle addizionali di ciascun Comune capoluogo di provincia. Per il calcolo delle addizionali regionali, invece, la ponderazione è stata effettuata utilizzando come “peso” il numero dei contribuenti ai fini dell’addizionale di ciascuna Regione.

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