Presentazione


Aggregatore d'analisi, opinioni, fatti e (non troppo di rado) musica.
Cerco

12/11/2013

Iran e Aiea pronti alla cooperazione

Un primo accordo c'è. L'Iran e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) hanno raggiunto oggi un'intesa su una futura roadmap per la cooperazione sul programma nucleare iraniano. A darne l'annuncio è stato il capo dell'agenzia Onu, Yukiya Amano, in conferenza stampa congiunta con il responsabile dell'Agenzia atomica iraniana Ali Akbar Salehi durante la sua visita a Teheran.

Grande riserbo è stato mantenuto sul contenuto dell'accordo, che dovrebbe vertere sui tempi e le modalità di controllo, da parte degli ispettori dell'Aiea, dei siti atomici della Repubblica islamica. Un primo via libera alle ispezioni Onu nel Paese - assenti dal 2007 - era stato annunciato lo scorso mese a Ginevra dal piano della delegazione iraniana, nel corso del primo round di colloqui tra l'Iran e le potenze del 5+1.

Allora il negoziatore delegato da Teheran, il vice ministro degli esteri Abbas Araghchi, aveva presentato la possibile adesione dell'Iran al protocollo aggiuntivo del Trattato di non-proliferazione nucleare - che prevede visite a sorpresa degli ispettori Onu in tutti i siti del Paese - come seconda fase del negoziato con le potenze del 5+1. Prima, come ha richiesto la delegazione iraniana, ci dovrà essere un alleggerimento delle sanzioni, oltre al riconoscimento al diritto della Repubblica islamica di arricchire uranio.

Ma con il nulla di fatto scaturito dal secondo round di colloqui la settimana scorsa, l'intesa tra Aiea e Iran potrebbe rappresentare un compromesso di fronte all'opposizione della Francia, che all'ultimo momento aveva fatto muro a quello che i media americani indicavano come un accordo già fatto. Se, infatti, il primo giorno di colloqui era stato pervaso dall'ottimismo e il secondo dall'eccitazione per la convergenza di tutti i ministri degli Esteri a Ginevra, il capo della diplomazia francese Laurent Fabius all'ultimo momento aveva parlato di "elementi di divisione", sottolineando come bisognasse "tener conto delle preoccupazioni di Israele" e chiedendo "rassicurazioni sul reattore di Arak e sulle giacenze e l'arricchimento dell'uranio".

Gli sviluppi del negoziato, che inizialmente sembrava galoppare verso una soluzione positiva all'annosa questione del programma nucleare iraniano, appaiono ancora incerti, nonostante le concessioni di Teheran - come lo stop all'arricchimento dell'uranio al 20 per cento, necessario per costruire un ordigno atomico, e il rallentamento dell'attività del reattore ad acqua pesante di Arak - e nonostante tutti e sei i negoziatori siano concordi nel dire che si è "sulla buona strada" per un'intesa.

Decisive sono state le pressioni di Israele che, per voce del suo primo ministro Benjamin Netanyahu, ha informato il mondo del fatto che un alleggerimento delle sanzioni a Teheran sarebbe "un errore di proporzioni storiche", lamentando il fatto che la Repubblica islamica conserverebbe comunque i suoi stock di uranio arricchito e sarebbe un "pericolo" per Tel Aviv. Le urla di Netanyahu hanno raggiunto Parigi e portato la delegazione francese a sollevare alcune questioni di precisione sulle intenzioni iraniane. Materia, questa, che verrà affrontata nel terzo round di colloqui il prossimo 20 novembre.

Fonte

Francia sempre più vergognosa a livello internazionale.

Nessun commento:

Posta un commento