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04/09/2011

Siria: crimini contro l'umanità (col beneficio del dubbio)

Amnesty International ha parlato di "crimini contro l'umanità" in riferimento alla situazione in Siria. Che succede?

"Da quando a Marzo sono iniziate proteste di massa per le riforme, l'elenco redatto da Amnesty International dei manifestanti uccisi è arrivato a 1.800, nomi e cognomi di persone assassinate a freddo mentre manifestavano pacificamente, colpite dalle terrazze, dai tetti da parte dei cecchini, inseguite mentre cercavano di scappare e lasciare il Paese. Accanto a questo, c'è un altro dato terribile che riguarda il numero dei decessi avvenuti in prigione, sono 88 come ha affermato Amnesty nel Rapporto diffuso alcuni giorni fa, è un aumento spaventoso considerando che negli ultimi anni avevamo registrato ogni anno 5 decessi in carcere. Ciò naturalmente dipende dal fatto che durante le manifestazioni iniziate a Marzo i manifestanti che non sono stati uccisi sono stati arrestati, migliaia e migliaia di persone finite in prigione. Ci troviamo di fronte con tutta evidenza a un attacco massiccio e sistematico da parte delle forze di sicurezza siriane contro la popolazione civile e questo fa dire ad Amnesty International che siamo di fronte a crimini contro l'umanità."

Tra i casi di decessi figurano anche bambini, sottoposti a torture o maltrattamenti...

"Purtroppo la minore età non è una garanzia di "protezione" dalle violenze. Degli 88 casi di decessi in carcere- la maggior parte le dobbiamo chiamare 'morti sotto tortura in carcere'- dieci hanno riguardato dei minorenni, uno di questi aveva 13 anni, seviziato con un accanimento feroce da parte dei torturatori e assassinato. Probabilmente è il caso più eclatante e più grave dal punto di vista dell'età. Quindi considerando che ci sono minori coinvolti in queste nefandezze è evidente che torna molto forte l'accusa al regime siriano di commettere crimini contro l'umanità."

Avete detto che la risposta dell'Onu sinora è stata inadeguata. Perché?

"Sì, la risposta dell'Onu è stata completamente vergognosa perché in questi mesi man mano che aumentavano le pressioni da parte delle forze di sicurezza siriane aumentava anche l'imbarazzo da parte del Consiglio di Sicurezza, come se toccare qualcosa in Siria rischiasse di distruggere un castello di carte. E quel che è emerso dal Consiglio sono state unicamente dichiarazioni che non hanno alcun valore legale né forza decisionale. Amnesty International continua a chiedere tre cose: che il caso della Siria venga deferito alla Corte Penale Internazionale analogamente a quanto accadrà con la Libia a Febbraio-Marzo; inoltre un embargo totale sulle armi destinate alla Siria, e che ci sia il congelamento dei beni patrimoniali di Assad e dei suoi stretti collaboratori. Qualunque cosa inferiore a tutto questo è profondamente inutile. Io capisco che poi chi analizza la situazione a freddo dalla scrivania metta a confronto quello che è accaduto in Libia con quello che è accaduto in Siria, e giunga alla conclusione che la Libia di Gheddafi era una fonte di instabilità a causa del petrolio, mentre in Siria non c'è il petrolio e il regime di Assad era fonte di stabilità. Io aggiungo e commento che laddove la stabilità di un Paese si fonda sulla negazione sistematica dei diritti umani e su crimini contro l'umanità, non c'è stabilità che tenga, tanto che quella siriana è una situazione profondamente instabile."

Quale futuro è plausibile prevedere per il Paese? Le violazioni dei diritti umani proseguiranno?

"Il governo siriano, quando era presente il padre dell'attuale Presidente, Hafez al-Assad, ha dimostrato di essere incurante delle proteste internazionali, non si è fatto scrupolo anche nel compiere massacri di migliaia di persone. Quindi il rischio che io vedo è che da un lato il movimento di protesta continui, e che dall'altro la repressione diventi sempre più massiccia. Ripeto, sono almeno 1.800 i manifestanti assassinati da quando sono iniziate le proteste. Se non ci sarà da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu un'azione più forte, il che non vuol dire un intervento militare, ma vuol dire superare, aggirare i vari veti che ci sono all'interno dei membri permanenti, e chiedere ai membri non permanenti di giocare un ruolo più significativo e di prendere qualche misura che dia un segnale ad Assad rispetto al fatto che non si può più tollerare un'ulteriore repressione, il pericolo è che l'elenco dei morti continui, l'elenco delle persone torturate continui. Il movimento per le riforme non è stato per niente fiaccato da questa repressione massiccia, quindi è immaginabile che non smetta di protestare. D'altro canto, il regime di Damasco è conosciuto per la sua ferocia, e quindi se non ci sarà un'azione forte da parte della Comunità internazionale, il mio timore è che da entrambe le parti si continui, da un lato legittimamente a protestare e dall'altro illegittimamente a compiere crimini contro l'umanità."

Fonte.


Ora che la nuova lottizzazione della Libia è cosa fatta (anche se l'ipotesi guerra civile a oltranza non va sottovalutata) l'attenzione sì sposta in Siria.
Per mesi non se l'è filata quasi nessuno, ora invece iniziano ad apparire titoloni a destra e manca incentrati sul medesimo ritornello che ha condotto la NATO a sbriciolare dall'aria la Libia: i crimini contro l'umanità.
Come tutta l'opinione pubblica occidentale, anche io non ho i mezzi per valutare se articoli come quello appena riportato affermino il vero o meno. In ogni caso, quando leggo di "forze di sicurezza" (perché non vengono mai chiamate polizia ed esercito?) o ancor peggio cecchini sui tetti che fanno mattanze senza un apparente strategia guida, storco il naso. Le inesistenti stragi libiche propagandate ai 4 venti nel febbraio scorso, amaramente insegnano in questo senso.

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